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Dott. Vittorio Mendicino Psicologo Psicoterapeuta - Roma

come la penso
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Scheda illustrativa sul modo cui si svolge l'agire professionale dello Psicologo psicoterapeuta
Dr-Vittorio Mendicino di Via Marco Decumio,15 - Roma . Tel.06768080-3495760842 info@psicologiaeterapia.it  
www.psicologiaeterapia.it
Ecco come opero…
In queste righe voglio spendere qualche parola nell'inteto di offrire all’eventuale visitatore, cliente – paziente la possibilità di formarsi un’idea più chiara e fare una scelta più consapevole nel caso decida di indirizzare verso di me la richiesta di un consulto o una psicoterapia.
 Desidero  che il potenziale paziente/utente  abbia tutti gli elementi possibili affinchè possa meglio discernere, che la scelta avvenga all'insegna di una maggiore trasparenza . So che non è facile essere completamente obiettivi ed esaustivi nel descrivere la realtà delle cose e che rischio anche di apparire autoreferenziale, ma ho deciso di scrivere qualcosa ugualmente.
Mi sono laureato in psicologia nel 1980, ho frequentato “Lo Spazio Psicoanalitico” di Roma, Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica fondata dal prof. Paolo Pernotti. (figlio di Nicola Oerrotti :un grande pioniere della psicoanalisi italiana).
Ho frequentato “Il Pollaiolo”, Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo fondato dal prof. Francesco Corrao, che è stato anche ( Presidente della Società psicoanalitica Italiana ) e dal prof. Claudio Neri. Ho avuto esperienza professionale nel pubblico in una  ASL di Roma, poi in un Ente Ausiliario della Regione Lazio in qualità di direttore della CO.D.LA.S.S. s.r.l., infine  dopo aver esercitato la libera professione per diversi anni nello studio allocato nella zona antica di Trastevere,(vicolo della Renella,96) mi sono trasferito al tuscolano, in  Via Marco Decumio,15 dove attualmente svolgo in modo esclusivo la professione di psicoterapeuta.
La consapevolezza e il desiderio di volerne sapere di più, di voler avere la meglio con le sfide che i disturbi mentali ci pongono, quando cerchiamo di rimuoverli, nel quadro della realtà socioambientale e familiare odierna, caratterizzano il mio specifico operare come psicoterapeuta.
E’ una professione che esercito con passione, non ho mai pensato di farlo solo per i soldi, per me ogni paziente è come una partita da vincere. In questo, so di metterci tutto quello che so e il come sono, non ho alcuna tentazione di voler strafare e nemmeno di dovermi risparmiare.
Nel mio operare sento l’influsso positivo di coloro che a vario titolo ho incontrato personalmente lungo il mio percorso formativo e professionale come: come i prof. Perrotti, Neri, Baglioni, Baruzzi, Corrao. La lunga frequentazione dello psicoanalista Giancarlo Petacchi , la sua importante amicizia hanno contribuito a dare un colore più preciso e sicuro al mio essere psicoterapeuta.
Bion dice che il paziente è il migliore alleato dell’analista, mi permetto di aggiungere anche, che  l’analista deve essere il migliore alleato del paziente.
Ho imparato che in alcune situazioni, ma non sempre, occorre darsi da fare per  indurre nelle sedute un significato sostenibile e chiarificante , nel senso di una maggiore  partecipazione  al dialogo con il paziente, per uno scambio più personale, emotivo, "caldo", in luogo di "oggettive" interpretazioni.
Vittorio Mendicino (psicologo, psicoterapeuta di Roma)
avanti per approfondire

Ecco come opero e come la penso......
Kouhnt mi sovviene quando penso che  si può stare benissimo assieme a qualcuno senza interpretare ciò che fa e non fa e che posso usare l’empatia come se fosse un “braccio e un’ abbraccio al laser” per  la ricerca, la verifica e la conquista di confidenza ricostruttiva del profondo.

Considero importante dare al paziente un “ambiente emotivo sufficientemente buono” (Winnicott), capace di contenere e sostenere il paziente.
In definitiva opero con la consapevolezza che la cura psicoterapica ha poco effetto  quando l’incontro si svolge e si manifesta con espressioni teoriche ed intellettuali senza l’indispensabile affettività generatrice di senso di amore, odio e conoscenza.
Penso che un trattamento psicoterapico comporti il vivere una “malattia artificiale,” paziente e terapeuta percorreranno entrambi strade buie, incomprensibili, piene di ostacoli, prima di poter vedere la luce e il nome dei sensi e delle sensazioni . Durante questo percorso, il terapeuta utilizza i suoi orientamenti interni, la sua esperienza e gli strumenti analitici che possiede, per contenere e sostenere la situazione e per mantenere la rotta che porta alla guarigione ovvero alla pensabilità.
 In altri termini possiamo immaginare una buona parte del  funzionamento del lavoro psicoterapico come se fosse l’esperienza  dell’affrontare  un compito difficile e pauroso prima, assieme a chi è capace di farlo, per poi poterlo affrontare, con meno paura, finalmente anche da soli.
Il compito difficile è quello che viene definito “nevrosi da transfert” (comprende tutte le atmosfere emotive, il tipo di rapporto, lo stile, la fiducia e la sfiducia, la sfida,  la remissione, l’assenza o la presenza di comprensione, le verità e le bugie) che caratterizzano la relazione analitica.
Glover (1955) dice che la nevrosi da transfert consiste in una regressione, in un rivivere, anziché un vivere. E’ il ritorno di quel che si è vissuto per la prima volta quando si è avverata la “formazione del sintomo”, vale a dire la ricomparsa della nevrosi infantile. “Si rumina il contenuto dello stomaco”, non si mastica il “cibo attuale”.
Il lavoro psicoterapico ben fatto, porterà per dirla ancora  metaforicamente a consumare il cibo attuale e a mangiare con gusto, quindi a poter vivere, anziché sopravvivere la propria vita.
Freud a proposito del processo terapeutico e della guarigione  in una sintesi diceva: “Là dove c’è l’Es ci sarà l’Io”.  Bion introduce l’idea che la conquista della conoscenza, in senso di realtà e del pensiero, attesta il positivo processo terapeutico. Quindi, la possibilità di rapportarsi con il presente, con la realtà e non solo (come in caso di disturbi) con il passato problematico e doloroso, che viene proiettato invasivamente nel presente  e nelle persone che quotidianamente vengono frequentate, corrisponde all’emancipazione dalla sofferenza e alla guarigione.

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Studio di psicologia, presentazione
di casi clinici,seduta di psicoterapia ,
attacchi di panico,
depressione,
 
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